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Porto San Gregorio
Itinerario: Fede
Porto San Gregorio


Il sito, approdo di riferimento dell’insediamento di Vereto, costituiva un approdo pratico e sicuro per la sua posizione molto protetta dai venti e l’abbondanza di sorgenti d’acqua dolce. Sott’acqua vi sono resti di un molo frangiflutti, ottenuto con l’accumulo di pietrame della zona per una gettata di circa 70 m a partire dalla riva. I resti archeologici del molo sono visibili alla base del ripido pendio che porta all’insenatura. Si tratta di due tratti di fondazioni o camminamenti di servizio all’approdo in blocchi di carparo.  Il porto messapico subì profonde trasformazioni in età repubblicana, quando, nel II secolo a.C., furono realizzate alcune strutture di servizio.Da semplice ancoraggio fu trasformato in approdo attrezzato. Il porto restò in uso fino al XIV secolo. L'aspetto attuale è quello di un aggere con profilo interno a scarpa, costituito da pietrame locale probabilemnte da cava, largo nella parte meglio conservata oltre 50 m e lungo circa 80 m. Presenta in pianta forma ovoidale. Gli studi hanno permesso di verificare l'unitarietà del programma di realizzazione delle opere portuali, collocabile in pieno II secolo a.C., quando i contatti tra le città del Salento e quelli dell'opposta sponda dell'Adriatico, già avviati nel corso del III secolo, si fanno più intensi. 
Via del Mare, Loc. Torre San Gregorio, Patù

bibliografia fonti:
F. D'Andria, L'esplorazione archeologica, in AA.VV., Leuca, Galatina 1978, pp. 47-90. C. Daquino, I Messapi e Vereto, Lecce 1991. R. Auriemma, Archeologia della costa salentina: l’approdo di Torre S. Gregorio, in Studi d’Antichità, XI, pp. 127-148, Martina Franca (Ta), 2003. R. Auriemma, Archeologia subacquea nella Puglia Meridionale, in M. Giacobelli (a cura di), Lezioni Fabio Faccenna. Conferenze di archeologia subacquea (III-V ciclo), Bari 2004, pp. 11-24.

notizie storiche:
La baia dovette essere frequentata a partire dall’età messapica, da navi che percorrevano la rotta Grecia – Italia attraverso Corcira, il basso Adriatico e il Capo Iapigio. Per il traffico con l'Oriente, in antichità, venivano utilizzati i porti di Brindisi, Otranto e Gallipoli per le navi di grandi dimensioni, mentre il porto di San Gregorio, insieme a quello di Torre Vado e di Leuca, erano porti minori, ma molto utilizzati. 
Info
proprieta:
Demaniale
accessibilita:
Accessibile
conservazione:
Discreto
data periodo costruzione:
III-II secolo a.C
altri oggetti interesse:
91
num gps:
80
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