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La grotta della Trinità o dell'Eternità è collocata sul versante Nord-Ovest della Serra che congiunge Casarano a Ruffano. La grotta, di proprietà privata e danneggiata dall’intervento umano, è profonda più di 30 m., presenta una pianta irregolarmente triangolare, con alta volta e un'ampia imboccatura a largo arco rivolta verso Ovest che illumina, soprattutto nelle ore pomeridiane, tutto l'ambiente. Alcuni muri posti in prossimità dell'imboccatura sono riferibili a sistemazioni recenti.  ...

La cripta della Trinità o dell'Eternità è collocata sul versante Nord-Ovest della Serra che congiunge Casarano a Ruffano. La cripta occupa lo spazio della grotta dell'Eternità o della Trinità, di proprietà privata e profonda più di 30 m. La cripta presenta una pianta irregolarmente triangolare, con alta volta e un'ampia imboccatura a largo arco rivolta verso Ovest.  ...

Il Parco naturalistico del Bosco Occhiazzi di Ruffano si estende per circa due ettari nelle campagne di Ruffano, in prossimità della Serra che conduce a Casarano. La riserva naturale è caratterizzata da una vegetazione costituita principalmente da macchia mediterranea e conserva ancora flora e fauna tipica della zona in un ecosistema sopravvissuto alle coltivazioni di tipo estensivo e conservatosi pressoché integro fino ai giorni nostri.  A partire dal 2008 è possibile visitare il parco ed immergersi nella natura usando dei percorsi appositamente studiati, percorrendo sentieri naturali che coprono l'intero bosco formatisi per il passaggio dell'uomo e degli animali. La vegetazione del parco comprende numerosi ulivi secolari e molte delle specie tipiche della ...

L'edificio risale al XVI secolo, periodo di frequenti attacchi dei Saraceni alle coste salentine. Per questo motivo la struttura è caratterizzata da elementi tipici delle strutture fortificate; in corrispondenza di porte e finestre sono posizionate piombatoie a scopo difensivo. ...

  Conosciuta con il nome di Madonna della Serra, la Chiesa dedicata a Maria SS. Assunta in cielo fu elevata a Santuario nel 1951. L'edificio risale al XVI secolo, periodo di frequenti attacchi dei Saraceni alle coste salentine. Per questo motivo la chiesa si presenta esternamente come una torre di avvistamento ed è caratterizzata da elementi tipici delle strutture fortificate; in corrispondenza di porte e finestre sono  posizionate piombatoie a scopo difensivo. L'interno è costituito da un pavimento in ceramica maiolicata e da un altare maggiore in pietra leccse sormontato dalla tela della Madonna con Bambino. Lateralmente è collocata la statua della Madonna della Serra, periodicamente portata in processione, ...

Il Castello di Ruffano, situato nel punto più alto del paese, fu edificato da Rinaldo Brancaccio nel 1626 su una preesistente rocca medioevale. L’edificio si presenta privo di un apparato di difesa, rispecchiando perlopiù i canoni architettonici di un grande palazzo baronale costruito come dimora signorile. A caratterizzarne la struttura è la splendida loggia, voluta da Carlo Brancaccio nella seconda metà del 1600, che unisce il palazzo baronale alla Chiesa Matrice; grazie alla “Loggia Brancaccio” i nobili del tempo potevano assistere alle funzioni religiose attraverso un’apposita finestra che affacciava direttamente all'interno dell'edificio sacro.  Nei primi anni dell'800 Nicola Ferrante, come Carlo Brancaccio aveva fatto per Piazza del Popolo, ...

Il Santuario di San Rocco si presenta come una struttura semplice e lineare caratterizzata esternamente da una porta centrale, inquadrata tra due nicchie vuote, e due porte laterali. In cima all’edificio è una croce. L’interno è caratterizzato dall'altare maggiore ornato da una grande tela di Giovanni Grassi, datata 1851, raffigurante il Taumaturgo tra gli appestati, sulla quale si trova la seguente epigrafe latina: D.O.M. DIVO ROCCO SACELLUM HOC ANTIQUA IVIUM PIETAS RECENS FIDELI M. DEVOTIO ... TESTIS FAEC. E. M. DIGIORUM OCCASIONE MOTA EREXIT UNA AMPLIA VIT ALTERA A.D. MDCCXXXVIII. Ai due lati dell'altare, sono collocate le statue di S. Oronzo, a sinistra, e quella di S. Sebastiano, a destra. Sappiamo, infatti, che il culto per S. Rocco è attestato in ...

Risalente al IX secolo d.C., la cripta, collocata sotto l’omonima cappella risalente al XIV secolo, si trova nell'ex grancia dei Carmelitani. E' costituita da un vano quadrangolare con affresco, nella nicchia opposta all'ingresso, di Santa Marina del 1400; su tutte le pareti si notano tracce di colore di antichi affreschi, ormai definitivamente perduti. A sinistra dell’ingresso insistono due piccoli vani, uno dei quali completamente affrescato con immagini tipiche dell’iconografia Bizantina: Santa Caterina d'Alessandria, San Nicola rappresentato secodo i canoni iconografici orientali, un Santo Anonimo che reca in mano un sigillum, l'Arcangelo Gabriele. La cripta riveste notevole importanza per la presenza della “Dormitio Virginis” del XII secolo: la vergine è adagiata su ...

Il Parco comunale di Miggiano occupa un'area boschiva di oltre un ettaro. E' un sito di particolare interesse naturalistico ed è costituito da una fitta vegetazione di lecci. ...

I Palmenti, unici nel loro genere, costituiscono un patrimonio rurale – storico e culturale di inestimabile valore. Sono composti da 8 vasche costruite in pietra in cui si pigiava l'uva e da cisterne in cui veniva raccolto il mosto. Sul retro insiste il torchio di proprietà privata.    ...

La struttura architettonica di Palazzo Bitonti è composta da una parte “vecchia” risalente al XVII secolo e una parte “nuova” che fu costruita successivamente, ma in epoca imprecisata poiché i documenti sono andati perduti. Il palazzo sorge in linea con la cappella domestica dedicata alla Madonna della Consolazione e a San Giuseppe, cappella voluta dall’arciprete don Gaetano Bitonti. L'edificio si sviluppa su due piani con planimetria a U, seguendo un impianto diffuso nella provincia, con le stanze al piano inferiore destinate ai servizi e quelle del piano superiore destinate a residenza nobiliare. L’accesso al piano terra avviene attraverso un unico ingresso che porta in un ampio atrio coperto a botte che precede una corte scoperta separata da eleganti pilastri ...

La Chiesa Madre, dedicata all'Immacolata Concezione, si presenta con una sobria facciata scandita in tre parti da alte lesene. La parte centrale è arricchita da un elegante portale barocco sormontato da una statua in pietra della Vergine. Al di sopra del portale è una iscrizione e una finestra a lira, accanto alla quale è un orologio. Il prospetto termina con un frontone curvilineo ai lati del quale si ergono due campanili a vela. L'interno, a tre navate, ospita alcuni altari con dipinti come quello dell'Immacolata, opera di recente attribuita al pittore Aniello Letizia. Di particolare interesse è la seicentesca statua in legno veneziano di San Donato, protettore del paese. ...

Il Calvario di Montesano Salentino si presenta come un'ampia e profonda edicola absidata protetta da una recinzione sormontata da sei pinnacoli a guglia. La struttura è scandita lateralmente da coppie di paraste che ospitano i dipinti dei due ladroni; superiormente svettano due pinnacoli affiancati da coppie di calici in terracotta. L’area dell’abside è occupata da cinque dipinti realizzati dall’artista Giuseppe Bottazzi (1821 - 1890) di Diso che illustrano, come in altri calvari da lui realizzati, le immagini della Passione di Gesù Cristo. Al centro domina la Crocifissione con la Vergine, San Giovanni e la Maddalena, mentre ai lati di questa raffigurazione sono la Preghiera nell'orto degli ulivi, la Flagellazione, l’Andata al Calvario e la Coronazione di ...

Padula Mancina è una zona paludosa e acquitrinosa ad ovest di Montesano Salentino, in direzione di Ruffano, che rappresenta oggi un residuo di una più vasta area palustre in gran parte oggi bonificata. È costituita da uno stagno con superficie di 2,5 ettari. L'area è soggetta a periodici allagamenti dovuti alla raccolta delle acque piovane che qui convogliano attraverso alcuni canali e risulta di particolare interesse naturalistico. Indagini recenti hanno permesso di censire le specie faunistiche e vegetali esistenti nell’area. La flora è quella palustre costituita in prevalenza da canneti (Arundo donax, Phragmites australis) insieme al vilucchio bianco, alla lisca lacustre, al giaggiolo acquatico e alla Typha latifolia. Sono anche presenti gli arbusti ...

La Cappella della Madonna dell'Itri si presenta con una semplice facciata neoclassica costituita  da portale timpanato e bifora centrale. L'interno è ad aula unica di  piccole dimensioni con altare maggiore in pietra leccese dietro il quale una piccola porta permette l'accesso alla chiesa bizantina, a pianta rettangolare, dedicata a San Nicola. La chiesetta, interamente affrescata, presenta sulle pareti ben sei fasi pittoriche sovrapposte dalle quali è possibile desumere informazioni sullo stile e sui diversi periodi in cui gli affreschi sono stati realizzati. Ai piedi della parete est è presente una raffigurazione della Madonna dell’Itri. Un piccolo altare barocco, del ‘600, sorregge le statue della Madonna, di una santa sconosciuta, ...

Il Palazzo Baronale è un complesso architettonico imponente di rilevante interesse; fu edificato alla fine del XVII secolo accanto ai resti del castello cinquecentesco di cui rimane una grande torre quadrata dotata di feritoie e piombatoie. Presenta un'austera facciata con portale a tutto sesto recante lo stemma araldico della famiglia feudataria e finestre distribuite nell'ordine superiore diviso da quello inferiore da una cornice marcapiano. ...

La Chiesa della Madonna degli Angeli fu realizzata nel 1902. L’edificio, situato nelle campagne tra San Cassiano e Nociglia, nasce sul sedime di un’antica chiesetta risalente all’ XI sec. ...

Il bosco di Cardigliano è un'area SIC di 54h ubicato nel Comune di Specchia ad una altitudine di ca 165 m slm. Il bosco è caratterizzato dalla presenza di un fitto sottobosco costituito da corbezzolo e rari esemplari di orchidee spontanee. Presenta imponenti esemplari di  Quercia spinosa, Quercia Coccifera, Oleatro, Lentisco, Mirto, Alaterna e Ginestrella comune. Tra le specie tipicamente mediterranee si riconoscono il Ruscolo pungitopo, l'Asparago pungente, la Robbia selvatica, il Ciclamino napoletano e la Carice mediterranea.   ...

La chiesa presenta una facciata monocuspidata, secondo lo stile architettonico neoclassico, inquadrata fra due paraste. Sul portale è una nicchia ovoidale in cui affrescata l’immagine di Santo Stefano genuflesso, con tunica bianca, pianeta diaconale crocesegnata, su sfondo paesaggistico palestinese. In posizione arretrata si innalza il campanile a pianta quadrata del 1892, sulla cui sommità è collocata una statuetta del santo. L'elemento superstite più notevole della cappella medievale è la parte centrale della facciata salvatasi in quanto, nelle successive ricostruzioni e ristrutturazioni, fu utilizzata prima come parete posteriore, poi come muro divisorio tra lo spazio retrostante l'altare e il vano della sagrestia dell'edificio ...

Della struttura originaria, che lo stesso G. C. Vanini descriveva in una sua opera “De admirandis", e nella quale il filosofo aveva trascorso l'adolescenza, rimane solo il corpo centrale. Numerose sono state le modifiche apportate nel corso dei secoli alla struttura originaria. La casa è costituita da un androne con volta a crociera, al quale si accede da un portale a bugnato in carparo e impreziosito con motivi geometrici e floreali. Dall'atrio si accede ai vani interni, posti sui due lati dell'ingresso, voltati a botte o a spigolo alla leccese. Da una scala incastonata nei vani, a sinistra dell' androne d' ingresso, si accede al terrazzo e al piano primo. Annessa alla casa vi era la cappella di famiglia intitolata a Sant'Antonio da Padova, rimossa nel XIX secolo. ...

Situato all'angolo tra via Roma e Corso Umberto I, di fronte alla Chiesa Matrice della Trasfigurazione, il frantoio ipogeo, di proprietà di Evangelista Di Seclì è situato ad 8 metri di profonditá ed è annesso al settecentesco Palazzo Colonna. Il trappeto ipogeo conserva ancora una parte delle strutture e dell'arredo originario: una grande macina in pietra, alcune mangiatoie e le lettiere dove riposavano i frantoiani, uomini che lasciavano le loro famiglie e che vivevano per i cinque - sei mesi previsti di attività olearia, all'interno del frantoio senza mai uscire e vedere la luce del sole.  ...

Tra gli elementi superstiti del Castello duecentesco si riconosce l’arco romanico in pietra leccese, arabescato e ornato da foglie d’acanto, elementi vegetali ed animali, incastonato sulla facciata del lato occidentale.  La Torre, eretta nella metà del XVI secolo dai feudatari Gattinara Lignani, con funzione di difesa dai turchi, presenta piccole finestre con archi a sesto acuto e un parapetto sporgente su mensole quadrilobate e culminante con una merlatura guelfica.  La facciata principale, che prospetta su Piazza Castello, è impreziosita da portali con bassorilievi tardobarocchi raffiguranti soggetti floreali, la croce dell'Ordine dei Cavalieri di Malta e gli stemmi di alcune casate feudali di Taurisano. Gli ambienti interni sono completamente decorati con ...

La facciata è inquadrata tra due torri campanarie e si sviluppa in due ordini scanditi da lesene. Sull'architrave della porta d'ingresso è inserito lo stemma civico di Taurisano: un toro tra i colli. L'interno, con impianto a croce latina a unica navata, presenta una copertura a crociera interamente affrescata con festoni e arabeschi. La navata e il transetto sono impreziositi dagli altari dedicati a Santa Lucia, a Sant'Antonio da Padova, alle Anime del Purgatorio, a San Vito, alla Pietà, alla Sacra Famiglia, a Santo Stefano protomartire e alla Madonna del Rosario. Questi furono realizzati tra il 1838 e il 1840, eccetto gli altari di Sant'Antonio da Padova, eretto nel 1815, e del Rosario del 1885. Le relative tele provengono quasi tutte dall'antica parrocchiale e sono ...

  La facciata della chiesa è caratterizzata da un portale inquadrato tra due colonne sormontate da capitelli, che sorreggono due animali accovacciati, un leone e un toro, dai quali si innestano i bracci della cuspide realizzando una specie di protiro. Il portale è costituito da tre fasce concentriche scolpite a intrecci geometrici e a motivi vegetali, che racchiudono l'architrave su cui è rappresentata l'Annunciazione: la scena è inquadrata tra due colonne alle quali sono accostati due uccelli rampanti (pavoni), l'arcangelo Gabriele (a sinistra) e la figura della Vergine seduta in trono (a destra); tra le figure è incisa in greco la salutatio angelica. Al centro, il rosone è caratterizzato da tre corone concentriche scolpite. La fascia ...

L’itinerario “Paduli” è un percorso che si snoda lungo sei comuni del basso Salento, partendo da Nociglia, il comune più a nord, per toccare Montesano Salentino, Miggiano, Taurisano, Ruffano e Specchia. È un percorso che collega luoghi naturalistici, e paludosi appunto, a luoghi di forte valenza religiosa. La zona dei Paduli è una caratteristica campagna olivetata salentina il cui nome deriva dai frequenti e diffusi fenomeni di allagamenti. Nelle campagne di Montesano Salentino la zona detta Padula Mancina è infatti un’area acquitrinosa che rappresenta un residuo di una vasta area palustre in gran parte oggi bonificata. L’itinerario, pensato come un percorso “lento” da svolgere quasi interamente a piedi o con mezzi lenti, attraversa ...